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La Meglio Gioventù

Giulio, un destino già scritto sullo spartito

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20 settembre 2011

Giulio MenichelliQuella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
di Giusy Caretto

«Da quello che racconta mia madre, durante la sua gravidanza lei suonava la Traviata in orchestra e io in un punto esatto dell'opera mi giravo e tiravo calci, tutte le sere». Inizia così la storia tra Giulio Menichelli, diciottenne romano, predestinato a diventare un prodigio musicale, e il suo violino.

Nato nel 1992, da una famiglia di musicisti, Giulio Menichelli ha appena diciotto anni e si è già esibito in mezzo mondo. Ha iniziato a "giocare al violinista" all'età di  4 anni,  quando la madre gli ha posato il primo violino da 1/8 sulla spalla. È stato amore a prima vista, anzi a primo ascolto.

Il gioco si è trasformato presto in studio. All'età di 8 anni  entra in conservatorio e sempre in quell'anno inizia a vincere i primi concorsi internazionali. In Italia la vittoria del primo concorso è arrivata, del tutto inaspettata,  l'anno prima, a 7 anni. «Il primo concorso lo feci a Casarza Ligure, avevo credo 7 anni, portai alcuni studi del Sitt e il Concerto di Vivaldi in La m  -racconta Giulio- feci l'eliminatoria, nessuno dei miei credeva che sarei mai andato in finale e andammo al mare, io che ho la pelle delicatissima e che ancora oggi non posso andare in spiaggia, mi arrossai come un pomodoro. Tornando alla sede del concorso per vedere i risultati scoprimmo che avevo vinto il primo premio e che dovevo risuonare davanti a tutti il concerto. Ho suonato in canottiera perché non sopportavo i vestiti sulla pelle, il dolore del violino sulla spalla ancora me lo ricordo».

Qualche anno dopo, Giulio riceve le sue prime grandi soddisfazioni: a 11 anni conosce il maestro Uto Ughi ed entra a far parte della sua orchestra giovanile. A 12 si esibisce come spalla e solista nell'orchestra scelta per lo scambio culturale Italia - Russia. A 14 anni vince, per la prima volta, un concerto tutto suo all'Agimus. A 16 si diploma in violino al Conservatorio di Roma, riceve una borsa di studio per essere stato tra i migliori diplomati della scuola e viene ammesso alla scuola svizzera HEMU per i corsi di perfezionamento a Sion, destinazione per la quale partirà tra pochi giorni.

L'agenda di Giulio segna quasi il tutto esaurito per i mesi venturi. Progetti futuri?  Sicuramente «terminare gli studi in Accademia col massimo dei voti, e riuscire a frequentare il Master col Maestro Schwartz a Sion, sia il primo livello che il secondo livello da solista», mentre coltiva 2 sogni nel cassetto: «suonare in tournee col Maestro Uto Ughi i concerti per due violini di Vivaldi e Bach, riuscire a far si che lui possa essere fiero di me, e suonare col Guarneri del Gesù che provai dal Maestro Accardo durante una lezione da lui. Ma solo se fosse veramente mio, perché altrimenti mi si strazierebbe il cuore nel doverlo lasciare. Quel violino mi è rimasto dentro l'anima".

Un futuro ancora tutto da scrivere, quello del giovane prodigio. Una cosa è certa, tutto ruoterà intorno a quelle corde tese:"Per me il violino è la mia vita, quello che provo non è facile da descrivere e purtroppo data la mia enorme timidezza, la mia passione non riesce neanche a trapelare".