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La Meglio Gioventù

Paolo, note di talento

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7 giugno 2011

Paolo PetrocelliForse non tutti lo sanno, ma ogni anno la Beinecke Rare Book & Manuscript Library dell'Università di Yale consegna dei prestigiosi premi di ricerca a 20 ricercatori di qualsiasi disciplina, provenienti da tutto il mondo, per studiare i manoscritti in essa conservati. Paolo Petrocelli ne ha vinto uno, e nel marzo del 2012 se ne andrà a Yale per studiare i manoscritti originali del compositore inglese William Walton. Il fatto è che Paolo è giovanissimo, ha solo 26 anni ed ha già fatto della sua vita un'opera appassionante ed avvincente. Manager musicale, violinista e musicologo, coltiva da sempre l'amore per la cultura e per i viaggi. La passione per la musica è nata in modo molto precoce in lui. "E' la musica ad essersi avvicinata a me - dice appassionato - ed ho imparato a conoscere il linguaggio musicale delle note di pari passo con quello parlato delle parole".

Di qui la scelta di dedicarsi subito allo studio, iniziando un percorso di formazione musicale che lo impegna sin dalla tenera età. "Ho iniziato a studiare musica e suonare il violino all'età di 8 anni - racconta Paolo - e a 12 anni sono stato ammesso al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.  Nel quotidiano non è stato  sempre facile conciliare gli impegni scolastici con l'attività in conservatorio. Scuola e conservatorio prima, università e conservatorio poi, hanno rappresentato per me un unico grande mondo dove poter crescere ed imparare". Così Paolo si è formato ed è cresciuto come musicista e come giovane uomo. "Studiare musica - spiega - ha inciso in maniera determinante sulla crescita della mia persona. Il percorso di studi in conservatorio mi ha permesso di acquisire importanti competenze specifiche, una profonda consapevolezza fondata su valori e sentimenti autentici. Suonare uno strumento musicale  aiuta a sviluppare una parte profonda della nostra sensibilità".

Cosa ne ha fatto de suoi studi? Qualcosa si è decisamente inventato. Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell'Orchestra Italiana del Cinema, una nuova compagine d'eccellenza impegnata nella promozione della musica per film. È media & marketing manager per l'Orchestra Symphonica d'Italia e membro del comitato giovanile del Consiglio Europeo per la Musica Non solo, è anche co-fondatore e co-direttore della Forum Artists, una nuova agenzia artistica specializzata nel management e touring di musicisti ed orchestre, nella gestione di eventi, festival e progetti speciali, nella consulenza per clienti quali organizzazioni artistiche e culturali internazionali. Nel 2010 ha pubblicato con la Cambridge Scholar Publishing il suo primo libro. Tra tutti i suoi impegni, trova anche il tempo per mettere su una band, i Vinegar  Socks, della quale è il violinista. Non è solo un passatempo, visto che hanno pubblicato lo scorso anno il primo album hanno partecipato alla colonna sonora del film Dieci Inverni assieme a Vinicio Capossela.

Insomma, Paolo è un artista eclettico, e di strada ne ha fatta parecchia. Ha scelto una via difficile, una passione che molti abbandonano prima di averci veramente provato o che tengono, magari, come hobby. La sua storia è la dimostrazione che della musica, se si ha talento, ambizione e spirito di sacrificio, si può fare un mestiere. Afferma: "Si può vivere lavorando per la cultura. Si può vivere lavorando per la musica. Bisogna solo cercare la propria strada con grande onestà e dignità. Una volta trovata la si deve però percorrere con il massimo impegno, a testa alta".

Qualche ripensamento? Affatto. "Il mio lavoro - racconta - mi sta portando sempre più a viaggiare, a conoscere il mondo, ad incontrare nuove persone e confrontarmi con altre culture. Dedicare la vita alla musica è una scelta che mi riempie d'orgoglio, giorno dopo giorno".