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Giorno della memoria: Meloni, “Commemoriamo Giovanni Palatucci, che ebbe il coraggio di scegliere il bene”

Giovanni PalatucciIl Ministero della Gioventù insieme al Keren Kayemeth Leisrael Italia, Fondo Nazionale Ebraico per l’Ambiente, ha commemorato stamane la X Giornata della Memoria alla Scuola Elementare Palatucci di Roma, a San Basilio. Non è un caso che la scuola cui oggi il ministro ha fatto visita sia intitolata a un vero eroe, Giovanni Palatucci, il questore italiano che si oppose ai rastrellamenti degli ebrei di Fiume, salvandone circa 5000 e per questo abbia meritato la medaglia d’oro al valor civile, sia dichiarato “Giusto tra le Nazioni” dallo Stato d’Israele, la più alta onorificenza civile concessa dallo Stato ebraico e la Chiesa Cattolica abbia avviato un percorso di canonizzazione. “Con il Ministro Giorgia Meloni abbiamo intrapreso un cammino volto a sensibilizzare anche con una piantagione simbolica i ragazzi e le generazioni che poco sanno di questa pagina buia della nostra storia e quanto accadde in Italia” sottolinea Raffaele Sassun, presidente KKL Italia.“In questo 27 gennaio 2010 – spiega il ministro Meloni - commemoriamo la storia di coloro che nella Shoà hanno perso la vita, i propri cari, le loro case e ricordiamo persone come Giovanni Palatucci, hanno avuto il coraggio di scegliere il bene, anche a costo della vita. Ed è giusto, ed è bello farlo con una atto di segno perfettamente speculare al segno della morte. Piantare un albero significa inviare al futuro un messaggio di vita che speriamo illumini il cuore degli uomini e delle donne di domani. Piantare un albero è una questione che investe infiniti significati: l'idea di spazio, di aria ed anche l'idea di futuro. Dove, se non dal giardino di una scuola, è possibile inviare questo messaggio di speranza alle nuove generazioni”. I bambini della scuola elementare dedicata all’eroico questore hanno infatti piantato venti alberi, uno per classe. Alberi diversi come sono diversi gli uomini, le loro culture, le loro opinioni e le loro religioni ma tutti uguali nel riconoscimento reciproco. Della figura di Giovanni Palatucci si parla anche nell’ultima puntata di Radio Gioventù - la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù, condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 e direttore del quotidiano Il Clandestino, Pierluigi Diaco. Il network del ministero ha voluto dedicare la puntata al commissario fiumano attraverso le parole di testimonial d’eccezione: il giornalista e scrittore Toni Capuozzo.“Quando parlo di Giovanni Palatucci smetto di essere giornalista perché per me è una storia di famiglia – racconta Toni Capuozzo – Mio padre era un giovane brigadiere e lavorava con Palatucci nella questura di Fiume. Non mi parlò mai personalmente di quel periodo perché cercava di proteggermi dalle brutture della storia, ma io ascoltavo i racconti dei miei genitori quando incontravano gli amici. Ascoltavo le chiacchiere tra adulti che si smorzavano, appena noi bambini ci avvicinavamo perché era la storia di un gruppo di funzionari dello stato italiano, guidato da un giovane di nome Palatucci che, a Fiume, da vice questore si trovò poi, a essere, di fatto, questore dipendente dalla Repubblica di Salò”.“Palatucci salvò centinaia di ebrei avviati verso l’Italia con documenti falsi. Quando fu arrestato Il 13 settembre 1944 – prosegue - qualcuno si recò a casa dei miei, credo un collega, e disse che Palatucci era su un vagone piombato e stava per essere avviato verso i campi della Germania. Mio padre si recò in stazione e percorse il marciapiede parlando ad alta voce per farsi riconoscere e dal treno Palatucci gli lanciò un biglietto. Fuori dalla stazione lesse il biglietto di Palatucci che invece di preoccuparsi per se stesso, pregava che fosse avvisata la famiglia di un giovane triestino che era stato a sua volta portato verso la deportazione. Palatucci non può essere definito banalmente un antifascista o antinazista – termina - era una persona di grandi qualità umane e molto cattolico. Questo gesto di preoccuparsi per altri, anche in un momento così difficile, credo testimoni lo spessore di questa figura”.

ascolta la puntata di Radio Gioventù

[mercoledì 27 gennaio 2010]

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