Nel Giorno del ricordo che si celebra in memoria dei martiri delle foibe e degli esuli giuliani, istriani e dalmati, Radio Gioventù ha dato voce a quel ricordo, per commemorare le vittime di un eccidio iniziato poco dopo l’armistizio dell’8 settembre ’43.In quel periodo furono trucidati circa centocinquantamila italiani, semplicemente perché considerati “nemici del popolo” dalle milizie partigiane del maresciallo Tito. “Noi in questa puntata di Radio Gioventù abbiamo scelto di celebrare la sesta edizione del Giorno del ricordo che è stato istituito con una legge del 2004 – dice il ministro Meloni – per commemorare i martiri delle foibe e gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. La dolorosa vicenda degli esuli costretti a lasciare la loro terra pur di mantenere la propria nazionalità – prosegue - è stata deliberatamente a lungo ignorata ed ha avuto giustizia solo molti anni dopo, quando la consapevolezza di ciò che era accaduto è divenuta esigenza fondamentale di tutto il popolo italiano”. In merito all’argomento è intervenuto nel corso della puntata condotta dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 Pierluigi Diaco, lo stilista Ottavio Missoni.“Io sono nato a Ragusa, l’odierna Dubrovnik – dice Missoni – sono vissuto a Zara, dove non c’erano foibe ma il mare e dove i bombardamenti hanno provocato quattromila vittime. La presenza del mare non è stata una positività poiché l’assenza delle foibe non ha reso la vita migliore a coloro che sono stati gettati nelle acque gelide con dei sassi al collo: morirono così circa mille persone. Ci definiscono profughi, esuli, ma a differenza degli emigranti che girano il mondo per poi tornare nella propria terra di origine, per ritrovare gli amici e i luoghi d’infanzia, noi non abbiamo un posto in cui tornare perché Zara per noi non esiste più, resta solo nei nostri ricordi”.
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[mercoledì 10 febbraio 2010]