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Bruxelles, 19 novembre 2010 - Consiglio dei Ministri dell'Unione europea - Sessione Gioventù

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23 novembre 2010

Bruxelles, 19 novembre 2010 - Consiglio dei Ministri dell'Unione europea - sessione gioventù


Dopo l'apertura dei lavori da parte della Presidenza belga ed una breve introduzione del Commissario Europeo Vassiliou  sullo sviluppo del dialogo strutturato sono intervenuti i rappresentanti del Forum europeo della gioventù e del Consiglio della gioventù belga. In particolare, i rappresentanti dei giovani hanno espresso la loro soddisfazione per la creazione dei diversi Paesi Ue dei Gruppi di lavoro nazionali, per la realizzazione di consultazioni giovanili sul tema dell'occupazione e per il riconoscimento a livello europeo dell'importanza dell'animazione socio-educativa ("youth work"). Si augurano che tale collaborazione tra i giovani e le istituzioni possa essere ulteriormente sviluppata nell'ambito del quadro di cooperazione e che, pertanto, alla fine del suo ciclo vi sia in tutti i Paesi dell'Unione europea, un dialogo strutturato consolidato che consenta la partecipazione effettiva dei giovani alle diverse politiche che li riguardano.
Il Consiglio ha, poi, adottato la Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, sull'animazione socio-educativa; le Conclusioni del Consiglio sulle agende politiche europee ed internazionali sui bambini, i giovani ed i diritti dei bambini e le Conclusioni  del Consiglio sull'accesso dei giovani alla cultura
In particolare, la Risoluzione, riconoscendo il valore dell'animazione socio-educativa per lo crescita personale e professionale dei giovani, invita gli Stati membri e la Commissione europea a sostenerne lo sviluppo, promuoverne il riconoscimento del valore sociale, l'occupabilità degli animatori socio-educativi e la loro mobilità .
Le Conclusioni sull'accesso dei giovani alla cultura invitano gli Stati membri e la Commissione europea a favorire l'accesso di tutti i giovani alla cultura ed a elaborare delle politiche coordinate finalizzate al raggiungimento di questo obiettivo. Le conclusioni riconoscono i diversi ostacoli, anche di ordine finanziario, che rendono difficile l'accesso alla cultura dei giovani ed evidenziano le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie ed il ruolo fondamentale che in tal senso può svolgere l'ambiente familiare e sociale.
Le Conclusioni sulle agende politiche europee ed internazionali sui bambini, i giovani ed i diritti dei bambini sottolineano l'importanza dei lavori intrapresi nel settori dell'infanzia, della gioventù e dei diritti dell'infanzia ed incoraggiano degli Stati membri a svolgere un ruolo attivo in tale ambito.
L'adozione di tali atti è stata seguita da un ampio dibattito nel quale i ministri della gioventù hanno affrontato il delicato tema dell'integrazione dei giovani che vivono nei grandi centri urbani ed in particolare di coloro che abitano nei quartieri svantaggiati. Più specificatamente i ministri dei diversi Paesi hanno discusso circa il possibile valore aggiunto del programma comunitario "Gioventù in azione" e della futura iniziativa "Gioventù in movimento" ed hanno presentato le buone prassi sviluppate per favorire nelle città e nelle periferie, anche con la collaborazione delle organizzazioni giovanili e delle ONG.
La delegazione italiana ha evidenziato l'importanza di definire politiche capaci di creare nelle città, ed in particolare nelle grandi città, spazi - come quelli delle comunità giovanili - che consentano forme di aggregazione giovanile, promuovano la fruizione e l'esercizio di attività culturali, artistiche e sportive, favorendo la crescita dei giovani come individui e come cittadini consapevoli e partecipi.
Relativamente all'iniziativa "Gioventù in movimento" la delegazione reputa essenziale assicurare la più ampia partecipazione dei giovani alle diverse opportunità offerte dalle azioni previste da questa iniziativa, avendo cura di non limitarla a coloro che sono inseriti nei percorsi di apprendimento formale, ma anche ai giovani che partecipano alle occasioni di apprendimento non formale e informale. Infine i rappresentanti italiani presentano tra le buone prassi il progetto "Do The Writing!", promosso dal Ministro della Gioventù, insieme ad una serie di attori del mondo della creatività urbana, al fine di contrastare il vandalismo in città e promuovere la corretta espressione del writing in un contesto di legalità, che contribuisca a migliorare lo stato di degrado delle periferie e a valorizzare le potenzialità espressive dei giovani.