Protagonismo Generazionale
Talent School: una web TV contro il disagio giovanile
24 febbraio 2010
di Silvia Quaranta
Cercavamo un modo
efficace e innovativo per trattare tematiche relative
all'adolescenza - spiega Emanuela Rampelli, responsabile del
progetto per il Ministero della Gioventù -, un approccio diverso
che ci permettesse di avvicinarci ai ragazzi usando il loro
linguaggio, comunicando attraverso i mezzi che loro usano: quindi
internet, i telefonini, l'high tech». E così è nato Talent School
(che il Ministero della Gioventù ha affidato all'Istituto per gli
Affari Sociali), il cui nome richiama tutto meno che il concetto di
disagio. Ma forse è proprio questa la linea guida dell'iniziativa:
creare qualcosa di diverso sia dalla lezione in classe, sia dallo
"sportello dello psicologo", che tende proprio a porre in una
situazione di imbarazzo chi ci si rivolge. Come suggerisce la
Rampelli: «è necessario spingere i ragazzi a partecipare
attivamente alla discussione, stimolare la loro voglia di
approfondire. Se ben sollecitati, contrariamente a come molti
pensano, hanno idee e contenuti nient'affatto superficiali, ma anzi
molto profondi».
Talent School ha preso il via a marzo del 2008, ma le attività
nelle scuole sono iniziate a settembre dell'anno scolastico
corrente. Si tratta di un progetto pilota, al momento sono state
coinvolte venti scuole superiori presenti in sei regioni diverse.
Si tratta di scuole di diverso indirizzo (licei, istituti tecnici,
psicopedagogici, artistici) e provenienti da diverse realtà: dalle
grandi città (come Roma, Firenze, Milano) sino alle
più piccole (come Anagni, Teano, Avezzano), si tratteranno
temi relativi al disagio, alla droga, al bullismo, tutti
appositamente selezionati da un'equipe di psicoterapeuti.
Il progetto è organizzato in tre fasi: la prima comprende
un'analisi che mira ad individuare e approfondire le ragioni del
disagio; la seconda consiste in un successivo approfondimento,
condotto con l'ausilio di uno psicoterapeuta; la terza,
infine, prevede la realizzazione di una rappresentazione per
permettere ai ragazzi di esprimere ciò che hanno elaborato nelle
fasi precedenti. I temi affrontati dai gruppi di lavoro prenderanno
forma attraverso vari linguaggi espressivi tra cui la musica, la
danza, la recitazione, la pittura. Le attività degli studenti
verranno riprese dai tecnici che gireranno periodicamente per le
scuole e, successivamente, trasmesse in forma di "minipuntate"
grazie alle web tv di cui ogni scuola è stata dotata.
Da settembre a oggi si è già lavorato molto e i primi frutti sono
già visibili: «la risposta è stata buona, i ragazzi partecipano,
approfondiscono, hanno pensieri» - continua Emanuela Rampelli -
«l'immagine di sé che ci stanno consegnando è estremamente
positiva. Vorrei ringraziare pubblicamente le scuole: è un lavoro
molto faticoso per gli insegnanti che hanno aderito, può incidere
sulla didattica. Chi ha aderito ha dimostrato di volersi mettere a
disposizione e di avere a cuore la formazione dei giovani. Molti
docenti stanno sacrificando tempo ed energie per la formazione dei
giovani, a cui viene data grande importanza. A loro va il mio
ringraziamento».