Protagonismo Generazionale
Elio Germano e Giorgia Meloni a confronto: "Volevo solo parlare bene della mia nazione"
26 maggio 2010
"A me non interessano le bandiere, a me
interessano le questioni: a me interesserebbe vivere in un'Italia
migliore, e un cinema più sostenuto". E' Elio Germano,
il giovane attore italiano premiato a Cannes con la Palma d'Oro,
l'ospite d'eccezione di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del
Ministero della Gioventù.
Ai microfoni della radio, assieme al giornalista Pierluigi Diaco, il ministro Giorgia Meloni e Germano hanno discusso del riconoscimento conquistato dal talentuoso interprete all'ultimo Festival del Cinema, e delle polemiche scoppiate in seguito alle dichiarazioni rilasciate dall'attore il giorno della consegna del premio. Il ministro Meloni è la prima rappresentante istituzionale a parlare con il giovane attore italiano dopo le sue dichiarazioni a Cannes. E' proprio a lei, infatti, che Germano spiega: "Volevo cercare di parlare bene di una nazione che viene bistrattata dappertutto - dichiara - Quello che mi è dispiaciuto è stato leggere il giorno dopo solo la polemica sulla frase che ho detto, piuttosto che l'orgoglio di aver conquistato una Palma D'Oro".
"Il problema è sempre tra persona e persona, e non nelle categorie. Ciò che volevo dire davvero è che esiste una forte distanza tra il mondo del lavoro e il mondo delle istituzioni, quindi una forte distanza con il mondo dei giovani, che invece le istituzioni dovrebbero sostenere e nei quali dovrebbero credere un po' di più" dice Germano. "Forse mi sono spiegato male io - prosegue - forse la mia frase è stata interpretata male. Ma ho fatto quello che mi sentivo in un momento di assoluta gioia, l'ho fatto davvero per la mia Nazione e per il cinema che verrà."
Per il ministro Meloni è stata anche l'occasione per congratularsi con Germano per il premio conquistato a Cannes: "Congratulazioni a nome di tutta l'Italia, siamo molto contenti che un italiano abbia vinto quello che è uno dei premi più ambiti per chi fa il mestiere di attore". E, sulle dichiarazioni della polemica, chiarisce: "Quello che forse non è stato compreso è stata la divisione un po' netta tra un mondo di gente che non conta, però capace, e un mondo di gente che conta, ma non vale niente. A me fa piacere che tu ci abbia spiegato meglio il tuo pensiero, perché, al contrario, dovunque esistono persone che valgono e altre che non valgono niente. E se noi smettiamo di operare questa distinzione, se noi smettiamo di provare a distinguere quelli che in qualunque campo fanno con umiltà e determinazione il loro lavoro da quelli che comunque faranno sempre i loro interessi indipendentemente dal ruolo e dal livello in cui operano, diamo l'alibi a qualunque forma di individualismo, di anteposizione dell'interesse personal".
Poi aggiunge: "Spesso nel rapporto tra i giovani e le istituzioni manca questa capacità di distinguere. Perché la politica non è tutta uguale".