La Meglio Gioventù
Annalisa, alla scoperta dei microbi buoni che aiutano l'uomo
5 aprile 2011
Quella che
segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita
attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il
protagonista
di Irene Selbmann
Chi l'avrebbe detto che un microbo potesse rappresentare una ricchezza e persino un valore aggiunto nel nostro quotidiano? L'hanno capito i giovani ricercatori di Micro4You, un'azienda giovane, la cui età media dei componenti non arriva a 40 anni e che opera nel settore delle biotecnologie ambientali in modo del tutto particolare.
Annalisa Balloi ha 33 anni, è biologa e amministratore delegato dell'azienda, e ci ha parlato di come opera e di cosa si occupa Micro4You. "Lo scopo -racconta - è quello di sfruttare e gestire le capacità metaboliche dei batteri per creare prodotti capaci di migliorare la vita dell'uomo".Il concetto che i batteri, se opportunamente 'addomesticati', possano essere una risorsa capace di fornire un servizio all'uomo, già da tempo si è fatto strada nel mondo della ricerca, ma nella realtà comune non è ancora diffuso. "Quello su cui Micro4yoU sta puntando - spiega - è proprio creare prodotti di uso quotidiano a base di batteri "buoni" o di loro componenti. L'obiettivo è raggiungere un futuro in cui la ricerca della sterilità sia sostituita dalla ricerca di un equilibrio ottimale tra microrganismi e uomo o più in generale tra microrganismi e organismi ospiti".
Se attualmente le ricerche di questo team con il pallino dei microbi possono suonare singolari ai non addetti ai lavori, nel futuro che la Micro4You sta contribuendo a costruire passo dopo passo, non sarà così. I microbi saranno alleati dell'uomo, faranno parte della nostra vita quotidiana a molteplici livelli. "I collutori - spiega Annalisa - saranno a base di microrganismi probiotici capaci di colonizzare il cavo orale e impedire l'invasione di quei batteri che causano la carie. Le creme idratanti saranno arricchire di microrganismi isolati dalla cute stessa e capaci di migliorare le condizioni della nostra pelle e l'utilizzo di batteri degradatori sarà una procedura standard per la bonifica di siti inquinati".
La parole d'ordine è, ovviamente, ricerca. Infatti, Micro4You nasce dalla ricerca e si alimenta con essa. È uno spin-off dell'Università di Milano. A partire da importanti scoperte ottenute nei laboratori di Microbiologia ambientale della Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, in collaborazione con il DIVAPRA - Entomologia della Facoltà di Agraria dell'Università di Torino, sono state avviate due linee di prodotti rivolti a settori completamente diversi ma legati da un unico fil rouge: l'utilizzo dei batteri. Il primo prodotto si chiama Micro4Art ed è dedicato alla biopulitura dei monumenti, già sperimentato con successo su importanti opere d'arte, come la celebre Pietà di Michelangelo. Il secondo, non ancora in commercio, è stato chiamato Micro4Bee e, come si può intuire, è dedicato alla salute delle api, così preziose per il mantenimento del nostro ecosistema. Quando chiediamo ad Annalisa perché mai dovremmo preferire prodotti a base di microbi a quelli tradizionali, risponde: "Il punto di forza è l'efficacia associata alla sicurezza sia per l'ambiente sia per l'uomo: prodotti environmental friendly per tutta la filiera di produzione fino all'applicazione".
La storia di Micro4You dimostra come la ricerca degli atenei italiani sia viva e sia linfa vitale per l'impresa di carattere nazionale; sottolinea quanto il sostegno all'innovazione sia di fondamentale importanza perché l'Italia sia un luogo privilegiato e attraente per gli investimenti e per i talenti che escono dalle nostre università.
Fare impresa è un'attività non priva di ostacoli. Anche i ricercatori di Micro4You hanno dovuto affrontare le problematiche relative ala ricerca di finanziamenti ma anche all'essere inseriti in un circuito informativo in grado di fornire un supporto nelle fasi fondamentali della nascita di un'azienda. Ma insieme alle difficoltà c'è anche stata la capacità di saper cogliere le opportunità. Racconta Annalisa: "Un preziosissimo aiuto ci è stato dato dallo Start Cup Milano Lombardia". La Start Cup è una business plan competition promossa principalmente da sei atenei lombardi (Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi dell'Insubria-Varese e Como, Università Commerciale Luigi Bocconi). "Nel 2009 - continua - quando l'idea di Micro4yoU era già definita ma la società non esisteva ancora, i miei soci ed io abbiamo deciso di partecipare con un business plan alla Start Cup. La nostra iniziativa è stata accolta con curiosità ed entusiasmo. Alla competizione regionale siamo arrivati secondi e primi nell'area milanese".
Le imprese innovative sono una realtà ancora poco conosciuta ma particolarmente attiva e promettente. Come possiamo aiutare le buon idee a divenire impresa? "Partendo dalla considerazione che il patrimonio più grande per qualsiasi Paese è quello intellettuale, sarebbe utile - sostiene Annalisa - una più fitta e capillare rete di informazione che arrivi direttamente ai giovani attraverso incontri e seminari svolti all'interno degli atenei, e anche attraverso campagne pubblicitarie". Sono, quindi, necessarie azioni che riescano ad arginare la cosiddetta 'fuga di cervelli' e favorirne il rientro nei confini nazionali. A questo proposito, commenta: "Definire l'emigrazione di giovani laureati come "fuga di cervelli" è, sotto certi aspetti, riduttivo. Con i giovani, infatti, si perde anche l'entusiasmo tipico di chi si sta affacciando al mondo del lavoro e scalpita per poter essere protagonista della scena". "Questi giovani - continua - sono quelli che con la loro energia sono capaci di concretizzare idee e realizzare progetti. Perdere loro non è solo perdere dei "cervelli" ma è perdere la linfa vitale di un Paese."
Secondo la giovane ricercatrice, il rischio è anche che si diffonda tra i giovani la rassegnazione alla mancanza di prospettive, che porta a non impegnarsi a creare condizioni migliori. "Per bloccare questo meccanismo - afferma - è importante che l'esperienza individuale non sia sinonimo di esperienza solitaria. I risultati si ottengono se si è inseriti in una struttura di supporto che funziona".
Ai giovani che si interrogano sulle scelte giuste per il proprio futuro e la propria formazione, Annalisa consiglia: "Qualunque cosa fatta senza passione porta alla frustrazione. Ciò che è fatto con vivo entusiasmo e coinvolgimento dà i sui frutti. Senza dubbio è necessario armarsi di tenacia e pazienza, lavorando sodo e sfruttando al massimo tutte le possibilità per crearsi una solida professionalità ".
Tutte le informazioni su Micro4You si possono trovare al sito www.microforyou.com.